Sul Kobido, origini e storia e benefici

April 9, 2019

Correva l'anno 1472, giappone feudale...era Meio.

 

Era un periodo storico molto incerto, tra il 1467 ed il 1568 il Giappone vive l'epoca degli Stati combattenti (Sengoku).

 

Sono molti gli imperatori che si susseguono in questo periodo di lotte intestine nel paese del Sol Levante.

 

La casta guerriera, i Samurai, uniche persone che possono portare le armi, la Katana fra tutte, sono le guardie armate degli imperatori e dei Daimyo, i signori locali.

 

Essi vivono tutta la loro vita per servire e proteggere il loro signore. Si esercitano nell'arte della guerra fin da bambini. Sono predestinati per nascita alla loro imperitura memoria. Dovesse mai il loro signore morire, sono destinati all'oblio. Vengono in tal caso appellati con il nome di Ronin (uomini ombra), usato in senso dispregiativo.

 

Spesso la morte del loro padrone è seguita dal loro suicidio, perdendo essi lo scopo di vita.

 

Ma i giapponesi, soprattutto le caste nobili, elevano ogni loro gesto alla nobile ricerca della perfezione.

 

Per loro, quasi tutto è arte o via. Celebri sono divenuti nel tempo le arti marziali (Judo ad esimpio) o l'arte di disporre i fiori (Ikebana) o ancora la cerimonia del the (Cha no Yu).

 

L'elevazione e l'esaltazione della bellezza in ogni loro gesto è spesso per noi incomprensibile e nel contempo ci affascina.

 

I samurai affrontano le battaglie truccati per rispendere anche di fronte al pericolo massimo. Si presentano alla morte "belli". Il rito stesso del Seppuku, il suicidio rituale effettuato dai samurai che non vogliono perdere l'onore, è presenziato ed aiutato da un assistente che di netto, con una katana, mozza la testa della persona che si sta suicidando, prima che essa presenti smorfie di dolore in volto, per preservare la bellezza.

 

In questo contesto decisamente atipico per il nostro pensiero occidentale, troviamo vari rituali che aiutano gli stessi samurai a rimanere belli.

 

Intorno al 1400 sono già almeno dieci secoli che l'An-ma, uno dei più antichi massaggi orientali di origine cinese, è stato adottato in giappone. Tra i vari trattamenti previsti ve n'è uno che prenderà la sua strada particolare.

 

E' un massaggio al viso così profondo ed efficace che nel 1472, la principessa Niwata Asako, moglie del 103° imperatore del Giappone, Go-Tsuchimikado e madre del futuro imperatore Go-Kashiwabara, decide di elevarlo a massaggio regale.

 

E' così che nasce il Ko bi Do, l'antica arte della bellezza, un massaggio talmente efficace da essere ancora oggi considerato dai giapponesi l'unico lifting naturale non chirurgico.

 

Il massaggio Ko bi Do:

 

Agisce sulla muscolatura profonda.
•Migliora la circolazione sanguigna.
•Favorisce l’eliminazione delle tossine.
•Rigenera i tessuti.
•Stimola la produzione di collagene ed elastina.
•Accelera il ricambio cellulare.
•Attenua le rughe e i cedimenti.
•Riduce le macchie date dall’età.
•Libera il viso e il collo dalla tensione muscolare.
•I segni dello stress scompaiono.
•La pelle è più luminosa, tonica e levigata.
•E’ in grado di alleviare le emicranie.
•Attenua il dolore della mascella.
•E' indicato per chi utilizza il Bite.

 

Ko bi Do è il risultato di una combinazione tra:

 

•Antichi concetti medici Giapponesi
•Stimolazione basata su tecniche di percussione
•Tecniche di massaggio della muscolatura profonda
•Manovre d’impastamento
•Vari specifici sfioramenti della pelle in superficie
•Digitopressione.

 

Un massaggio da un'ora, dalla sapienza antica di maestri zen, pronti ad elevare la bellezza esteriore a specchio della propria bellezza interiore. Un massaggio in grado di rilassarvi come pochi altri. Un trattamento da provare.

 

 

 

 

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