L'alimentazione secondo i principi dell'ayurveda

September 19, 2018

Volevo scrive qualcosa, come approfondimento sulla scienza Ayurvedica e specificatamente su cosa prevede per l'alimentazione questa antica medicina tuttora in uso.

 

Ho trovato validissime informazioni su alcuni siti ed alcuni blog, quindi ciò che segue non è tutto frutto e merito mio, benchè ne abbia verificato la veridicità dal punto di vista teorico.

 

L’Ayurveda è la scienza medica indiana.

 

Le origini storiche dell’ayurveda si perdono indietro nei secoli. Si tende a datare infatti le origini storiche dell’ayurveda a ritroso fino a 6000 anni fa, il che ne fa una delle medicine più antiche dell'umanità.

 

Secondo l’Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale, lo stato di benessere o malattia dell’individuo.

Ogni dosha è composto da due elementi  ed ha determinate qualità che li caratterizzano.

 

I tre dosha sono:


VATA

 

composto da spazio e aria, è il principio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, respirazione, circolazione sanguigna..). Le sue qualità sono: freddezza, secchezza, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, durezza, ruvidezza e fluidità. La sua sede principale è il colon.

 

PITTA

 

Composto da fuoco e acqua, è il dosha legato alla trasformazione, alla digestione intesa sia a livello fisico (stomaco, fuoco digestivo) che mentale (elaborazione delle emozioni). Le sue qualità sono: caldo, untuoso, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, morbidezza, levigatezza, chiarezza e fluidità. La sua sede principale è l’intestino tenue.

 

KAPHA

 

Composto da acqua e terra, è il dosha legato alla coesione, al tener unito, è proprio dei fluidi corporei, lubrifica e mantiene il corpo solido ed uniforme. Le sue qualità sono: freddezza, umidità, pesantezza, grossolanità, stabilità, opacità, morbidezza, levigatezza e densità.

 

I dosha consentono di classificare le tendenze psico-fisiche presenti nel corpo e le disfunzioni che ne possono derivare.

Secondo l’ayurveda le patologie nascono quando si vengono a creare degli squilibri nei dosha; per guarire bisogna trovare i rimedi atti a ristabilire l’equilibrio perso.

 

LA COSTITUZIONE PER L'AYURVEDA

 

Secondo l’Ayurveda anche la fisionomia degli essere umani viene distinta secondo le 3 costituzioni (Prakriti): pitta, vata, e kapha si combinano tra di loro. Spesso un individuo risulta avere una delle energie predominanti mentre le altre due leggermente più sopite (costituzione monodoshica), oppure ancora due energie predominanti ed una bassa (costituzione bidoshica). L'equilibrio perfetto delle tre energie (costituzione tridoshica) è rara.

Il fatto di avere una o due energie prevalenti non significa a priori una disfunzione anzi, è la quasi normalità. Ciò che però, secondo la scienza ayurvedica, bisogna tener sotto controllo è la mancanza di predomminanza eccessiva dell'energia stessa o il totale squilibrio. Quindi equilibrio è la parola cardine.

 

INDIVIDUO PITTA: generalizzando e approssimando alquanto, possiamo dire che l’individuo Pitta di solito ha i capelli chiari, è di costituzione media, è intelligente, determinato, organizzato, coraggioso e tende alla leadership.

Può soffrire di ulcera, acne e emorroidi e spesso è soggetto ad attacchi di collera e a scatti di aggressività.

 

INDIVIDUO VATA: la persona Vata è snella, ha la pelle secca, è attiva, vivace, creativa e flessibile.

Può soffrire di insonnia, disturbi nervosi, problemi digestivi e stati d’ansia.

 

INDIVIDUO KAPHA: la persona Kapha ha una struttura ossea pesante e un corpo forte, ha un carattere calmo e rilassato, ama dormire ed è piuttosto avaro e geloso.

I problemi che di solito affliggono l’individuo Kapha sono il sovrappeso, l’obesità la pigrizia, le allergie, l’ipercolesterolemia, la depressione e la difficoltà ad accettare i cambiamenti.

 

L'ALIMENTAZIONE SECONDO LA SCIENZA AYURVEDICA

 

L’ayurveda non  prescrive diete, ma consiglia di mangiare di tutto, con un occhio alla costituzione dosha e con una particolare attenzione ai sapori.

 

Secondo l’Ayurveda ogni sapore ha un suo effetto sull’organismo.

 

SAPORE DOLCE: stimola il pancreas, è calmante del carattere e dell’appetito (frutta, lattosio, zucchero di canna, miele, cereali, patate, gli oli e i grassi).

 

SAPORE ACIDO: stimola le ghiandole gastriche, stimola la secrezione salivare e favorisce il senso di soddisfazione (agrumi, frutti di bosco, fragole, prugne, pomodori, spinaci, vino, yogurt).

 

SAPORE PICCANTE: stimola il metabolismo, riscalda e purifica (aglio, peperoncino, pepe, cipolle, rafano, ravanelli, prezzemolo, menta, zenzero)

 

SAPORE SALATO: stimola l’appetito (frutti di mare).

 

SAPORE AMARO: purifica e depura, stimola il fegato e la cistifellea (melanzane, cicoria, catalogna, invidia, scarola, pompelmi, rabarbaro, cetrioli, tutte le verdure a foglia scura).

 

SAPORE ASTRINGENTE: sedativo delle mucose, prosciugante e astringente (legumi, finocchi, carciofi, mele, pere, mirtilli, salvia, rosmarino, curcuma)

 

Per quanto riguarda il legame che c’è il cibo e la tipologia dosha, per l’Ayurveda l’individuo di costituzione Vata non ha mai problemi di sovrappeso, perché è snello, perde facilmente peso, quando è sotto stress non mangia e salta i pasti senza problemi.

 

Neppure i tipi pitta (di solito di peso normale) hanno una particolare tendenza a ingrassare, anche se a volte sono preda di attacchi di fame, spesso conseguenza di arrabbiature.

 

Il tipo invece che deve tenere davvero d’occhio la tavola è kapha. Ha una costituzione robusta, ingrassa facilmente sia perché mangia troppo, si butta sul cibo sotto stress, sia perché non elimina facilmente scorie e tossine.

 

Per dimagrire, secondo la teoria ayurvedica, occorre limitare drasticamente i cibi di sapore dolce e salato, che aumentano kapha, e privilegiare i sapori piccanti, amari e astringenti.

 

Questi infatti sono in grado di ridurre l’energia di tipo kapha che favorisce gli accumuli di grasso e la cellulite edematosa, con presenza di gonfiori dovuti al ristagno di liquidi nei tessuti.

 

Gli alimenti piccanti sono molto utili per dimagrire: fanno bruciare di più e accelerano l’eliminazione delle sostanze residue.

 

Chi è soprappeso, infatti, ha in genere un metabolismo lento, per cui anche limitandosi rischia di non perdere i chili di troppo.

 

In sanscrito, l’antica lingua indiana, il metabolismo è chiamato agni, cioè il fuoco.

Agni ha sede nello stomaco e coincide con la capacità digestiva: se questa è buona il cibo si trasforma velocemente e nel corpo restano meno tossine.

 

Le spezie e le bevande calde mantengono acceso agni.

 

Per questo l’ayurveda suggerisce di condire sempre i cibi con spezie, radici e semi e accompagnare i pasti con bevande tiepide, perché quelle fredde rallentano la digestione e aumentano kapha favorendo il soprappeso.

 

Peperoncino, noce moscata e pepe nero, per esempio, sono spezie piccanti che stimolano il metabolismo e favoriscono l’eliminazione di tossine.

 

Salvia e rosmarino eliminano i liquidi in eccesso.

Tutte le spezie combattono la formazione di gas intestinali.

 

ALIMENTAZIONE E PRAKRITI

 

L’Ayurveda propone un’alimentazione specifica per ogni costituzione.

 

ALIMENTAZIONE ADATTA AD UNA COSTITUZIONE VATA

 

Gusti adatti: dolce, aspro, salato – cibi caldi.

Gusti non adatti: pungente, astringente, amaro – cibi freddi

 

ALIMENTAZIONE ADATTA AD UNA COSTITUZIONE PITTA

 

Gusti adatti: dolce, amaro, astringente – cibi freschi.

Gusti non adatti: pungente, aspro, salato – cibi caldi

 

ALIMENTAZIONE ADATTA AD UNA COSTITUZIONE KAPHA

 

Gusti adatti: amaro, pungente, astringente – cibi leggeri

Gusti non adatti: dolce, aspro, salato – cibi fritti

 

 

 

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