Come parla la tua schiena? 2° parte (zona dorsale)

July 4, 2018

Eccomi, come da accordi, a proseguire il lungo articolo sulle contratture della schiena analizzate da un punto di vista psicosomatico. Quest'oggi parlerò del tratto dorsale.


 

 

 

TRATTO DORSALE

 

 

In gran parte delle vertebre dorsali si articolano le costole e si inseriscono alcuni importanti fasci del muscolo diaframmatico.

 

Il tratto dorsale allora compartecipa in modo sostanziale al vasto e complesso movimento della respirazione tanto che persone affette da "dorsalgie" spesso riferiscono di non riuscire a respirare profondamente. Le ultime vertebre del tratto dorsale  permettono le rotazioni, le flessioni e le estensioni di tutta la schiena.

 

Dal punto di vista fisiologico, scientifico, soffre di dolori a questo tratto della schiena chi tende a chiudersi su se stesso spingendo in avanti le spalle accentuando la naturale cifosi con conseguente contrazione della cassa toracica limitando il movimento respiratorio e diaframmatico, così come chi tende ad un’eccessiva apertura delle spalle con estrema espansione della cassa toracica e contrattura diaframmatica che consente una ventilazione solo della parte polmonare alta.

 

Una compressione dell’area diaframmatica con contrattura degli addominali alti, provoca anche una compressione del plesso solare ossia quel fascio di nervi che regolano il processo digestivo. Gli organi interni interessati in questo caso sono soprattutto cuore (che fatica a pompare per la scarsa ossigenazione), polmone (che tende ad aumentare l’accumulo di catarro per la scarsa ventilazione), stomaco, fegato, pancreas ed intestino (a causa della compressione del plesso solare).


La psicologia comportamentale riconosce tali abitudini in chi soffre di paure eccessive, soprattutto delle proprie emozioni, che si tramutano in ansia.


Respirare, è “aprirsi all’esterno”, infatti incameriamo aria; la paura porta a frenare istintivamente la respirazione negando quell’apertura che potrebbe permettere a ciò che proviene dall’esterno di ferirci.

 

La Medicina Tradizionale Orientale, attribuisce il dolore dorsale allo scompenso del terzo chakra, anche detto chakra solare o del plesso solare, proprio per la sua posizione tra la 12° vertebra dorsale e la 1° lombare, all’altezza del diaframma.

Le sue funzioni principali sono l’azione, la volontà, il potere e l’affermazione personale.  La sua parola chiave è io posso. Controlla l’autostima che si consolida nel superamento dei nostri limiti sia fisici che mentali. La sua ghiandola è il pancreas che secerne l’ormone dell’insulina che regola l’afflusso di zuccheri nel sangue. Governa il sistema digestivo: stomaco, fegato, cistifellea e milza. Permette che l’energia del sole entri nel nostro corpo e, a seconda di quanto riesce ad irradiarla, gestisce i nostri umori (proprio come il diaframma regola l’afflusso d’aria ai polmoni).


Collegata al terzo chakra, gli yogin citano la vista. Si puo notare che la formazione embrionale delle papille ottiche (estroflessioni del tessuto nervoso cerebrale ectodermico), e successivamente dell’occhio, avviene solamente in presenza di un contatto tra la cupola del sacco vitellino (che è il primordiale apparato digerente, endodermico) e la zona delle papille oculari.

 

Le vibrazioni acustiche vengono percepite a livello del plesso solare, il terzo chakra viene chiamato anche “chakra della vista inferiore” perchè proprio le vibrazioni percepite ci permetterebbero di “vedere” al buio per effetto della risonanza (una specie di sonar come quello di cui si servono per volare i pipistrelli insomma!).
...Timore di ciò che viene percepito ma anche di ciò che viene visto!


Il terzo chakra funge da collegamento fra il quarto chakra (sede dell’amore, del sentimento) ed il secondo chakra, sede della coscienza emozionale (i nostri “istinti animali”).
Ecco, la paura che i nostri sentimenti possano vincere sull’istinto di sopravvivenza... e viceversa, portano disequilibrio al 3° chakra, il suo verbo diventa “io non sono sicuro di potere” e noi ci chiudiamo in noi stessi, incapaci di agire e paralizzati dalla paura di sbagliare.

 

 

Continua...

 

 

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